Moena e le Dolomiti (episodio 1)

Moena e le Dolomiti (episodio 1)

Sono in uno dei più bei posti della penisola in un albergo caratteristico.
Dove? Mi trovo a Moena in Trentino Alto Adige.
Sveglia alle 6:15, doccia e preparativi per la giornata, make-up waterproof, creme solari varie, bandana (perché lo scorso anno mi sono ustionata le orecchie), vestiti da trekking e infine verifica degli scarponcini.
Indosso i sandaletti con il tacco e scendo a fare colazione, non prima di avere aperto la finestra sul balcone e aver ammirato il panorama delle montagne.
Spettacolo mozzafiato e non è un termine abusato.

Super colazione con il mio gruppo, li trovo già tutti al tavolo. Mangio molto, compreso pane e nutella e mi preparo due panini con il cotto da mangiare in quota.
Ho anche una porzione di riso che avevo portato da casa perché ho spento il frigo di casa, ma non penso di mangiarla tutta.
Il mio tavolo conta le sei persone con cui lo scorso anno abbiamo fatto dei trekking sempre tra queste montagne e organizzato dagli stessi “accompagnatori” che non sono guide.
E’ stato come rivedere dei cari amici con cui condividere la passione per la natura, camminare e chiacchierare.

Insieme faremo sette giorni di trekking e poi nell’ultimo giorno una camminata sul ghiacciaio della Marmolada.
Caratteristica di queste montagne è che ognuna ha una composizione geologica diversa con colori, forme, vegetazione diverse. Qui la varietà davvero non manca.
Torno in camera a lavare i denti e indossare gli scarponi. Pronta!

Viaggio in auto in gruppi di tre persone come da norme Anti-COVID, io salgo con una coppia di Roma e nel viaggio facciamo conoscenza, anche se parlo quasi solo io. Lo so che sono una chiacchierona!
Arriviamo al parcheggio alla base del percorso, Valle San Nicolò, dove si fa la foto di gruppo, siamo in 20!

Si parte nel bosco, siamo già a quota 1900 metri e si procede in salita con lo scenario che cambia ogni centinaio di metri e sempre con una visuale ravvicinata della Marmolada.
Passiamo intorno alla cima del Colombert, con alcuni saliscendi che culminano al Passo Paschè (2490 metri), in alcuni punti è stato impegnativo, in altri facile e in alcuni solo stancante. E’ la montagna.
Nonostante sia il mio primo trekking ad alta quota di quest’anno mi reggono il fiato, il fisico e le gambe. Gli scarponcini che ho acquistato lo scorso anno hanno una presa sul suolo fissa e stabile: spendere oltre 140€ vale più di una caviglia rotta e di stanchezza ai piedi, inoltre dureranno anni.

In totale abbiamo fatto cinque ore di camminata con due mezz’ore di pausa, per un totale di dieci chilometri e 700 metri di dislivello. In un punto ci sarà la salita con una corda d’acciaio per sicurezza, detto “Sentiero attrezzato“.

Le fotografie che ci siamo scattati a vicenda con lo smartphone sono pazzesche, con noi c’era anche un fotografo con macchina semi professionale, ma le sue foto le vedremo tra un bel po’ di tempo quando le avrà sistemate e selezionate.

Ma questo è solo il primo episodio…

A presto,

Kyoko