Tuerredda – I Caraibi Italiani

Tuerredda – I Caraibi Italiani

In pieno lockdown ho smesso di dormire: ho detto addio al sonno e così le giornate sono ancora più lunghe. Sembrano infinite senza la solita routine che comincia con la sveglia alle 6, la doccia di corsa, il tragitto in macchina fino alla stazione, il treno affollato, nove ore in ufficio e poi rientro a casa per correre ancora, in un eterno affaticarmi per raggiungere un qualcosa che intravedo in lontananza, ma non mi è ancora ben chiaro. I tempi sono dilatati e, con lo smart working, mi sembra di essere perennemente in ufficio, senza mai una linea di demarcazione netta tra il lavoro e la mia vita privata. Più che vita, ora assomiglia ad un indefinito sospeso senza fine e mi ritrovo a desiderare di essere lontano da qui, a solo un’ora d’aereo di distanza ed in un battibaleno sono lì con la mente.

Il cielo è terso. L’acqua è cristallina e riflette tutte le sue sfumature, mettendo in risalto i mille colori del fondale. Il profumo del mare si mescola con quello, tipico, della macchia mediterranea fatto di ginepri, mirto, corbezzoli. La sabbia è una soffice nuvola di fini granelli.

Davanti a me, ad un centinaio di metri, c’è un isolotto che pare nascondere meravigliosi tesori; i bambini supplicano i genitori di portarli in esplorazione, come dei novelli Jim Hawkins. Anche senza mappa, va bene lo stesso, l’importante è l’avventura.

Un turista al telefono mi riscuote dal momento catartico: “Gianni, sai dove sono? Sono in Paradiso!”. Un moto d’orgoglio mi pervade, perché questa è la mia spiaggia: Tuerredda.

Cinquecento metri o poco più che ti compaiono davanti agli occhi improvvisamente, come un miraggio, mentre percorri la strada panoramica che porta a Capo Malfatano.
La vedi dall’alto, non è un’immagine sbiadita: è viva, i contorni sono perfetti.

Siamo nel sud-ovest della Sardegna, dove di certo non mancano le lunghe spiagge che fanno da contorno ad un mare mozzafiato. Ma Tuerredda è il mio posto del cuore.

Ci vengo tutti gli anni e, nonostante ciò, l’effetto inebriante è sempre lo stesso: mi sembra di sentire, in sottofondo, la musichetta che annuncia la scoperta di qualcosa di speciale.


Non mi stanco mai di godere della vista incredibile dal belvedere e nemmeno del sapiente acquerello che la natura ha saputo dipingere.

Ogni anno trovo nuovi particolari per cui emozionarmi, nuovi angoli che non avevo notato, piccoli dettagli insignificanti che placano e calmano le arrabbiature ed i crucci di tutto l’anno. E’, per me, la pace dei sensi.

Qui trovo tutti i Caraibi che voglio, tutte le promesse di una vita all’avventura che potrò mai leggere, tutto quello che, con radici profonde, mi riempie il cuore.

Le parole non bastano, non sono sufficienti e non potranno mai esserlo per esprimere un tale caleidoscopio di emozioni.

Come si può descrivere tanta perfezione? E’ impossibile. La Sardegna è così: ti rapisce, ti entra nell’anima e non ti permette nemmeno di raccontarla come vorresti.

Però, Gianni, il tuo amico ha ragione: questo è davvero il Paradiso!

Jeanie