Isole Similan – Ai Confini del Mondo

Isole Similan – Ai Confini del Mondo

Ho sofferto parecchio nel 2018. Dopo una sola settimana di mare sardo in Agosto (ehm…scusate se è poco), sono rientrata nella mia adottiva Brianza tutta mogia e depressa e sognando di mare, sole e sabbia sotto i piedi. La nostalgia è più forte delle altre volte. Voglio andare al mare e voglio andarci fuori stagione! Voglio vincere le mie paure e buttarmi in acque alte per fare snorkeling, voglio vedere i pesci e tutto quello che c’è aldilà del mio terrore per il mare profondo.

Così il pensiero della terra dei sorrisi si fa strada nella mia testa e trascorro un mese comparando, verificando e sempre all’erta e poichè chi cerca trova, peggio di un segugio scovo una super offerta per quel di Phuket, la perla delle Andamane, decisa a farne la mia base per altre e meno battute isole.

Non prenoto dall’Italia nessuna escursione, perchè si sa, “Italiani, brava gente”, ma se prenoti in loco paghi un quarto del prezzo proposto in madrepatria.

Le Similan Islands sono area protetta e parco nazionale, aperte al pubblico solo nel periodo che va da Dicembre ad Aprile. Annoverate tra i 10 migliori siti al mondo per snorkeling e diving, in foto sembrano davvero magiche e decido che devo assolutamente visitarle.

Vicino al mio hotel trovo un piccolo stand di informazioni turistiche con diverse proposte e prenoto una gita di un giorno. Ai thailandesi piace contrattare e per un’intera giornata con pick up dal mio hotel, colazione, pranzo, bevande e frutta varia, pago meno di 40 euro (il prezzo in Italia era 130!).

La giornata inizia presto e sarà lunga: ci aspettano quattro meravigliose isole da scoprire!

Il minibus ci raccatta alle 5:30 da Kata e davanti a noi abbiamo circa due ore di strada per raggiungere il Tap Lamu Pier, dove troviamo ad attenderci una colazione in stile thai a base di riso, verdure, uova e altro.

Alle 8:30 saliamo sullo speedy boat alla volta della prima isola: Koh Ba Ngu (o Isola 9).

Dopo un’ora e venti, eccola: non ho mai visto niente del genere. L’acqua è smeraldo, è cristallo, è turchese contro rocce levigate e smussate e sabbia bianca che da lontano ci acceca e, tutto intorno, una fitta vegetazione verdissima fa da contorno alla cartolina.

Al bando le paure, non conto fino a dieci e sono gi? in acqua. Non ci si può avvicinare alla riva, nè alle rocce (molto taglienti sul fondale). Ma tanto sott’acqua c’è un mondo intero da ammirare! La barriera corallina ed i suoi mille pesci tropicali sono uno spettacolo mozzafiato ed è un tripudio di colori: pesci gialli e bianchi, blu, arcobaleno, neri. Sono ovunque e sono tantissimi. L’emozione è unica e sembro un bambino che scarta i regali di Natale.

Risaliamo in barca e ci dirigiamo verso Koh Similan (Isola 8), dove ci aspetta il pranzo e finalmente posso toccare quella sabbia. E’ la più fine, soffice e bianca che abbia mai visto, sembra farina. La gente si impana e sembra impazzita per questo prodigio della natura.

E’ qui che mi accorgo di un effetto stranissimo: per una mezz’ora il cielo è coperto di nuvole grigie ma non modificano le sfumature di colore del mare. E’ semplicemente incredibile.

Ci arrampichiamo sulla Sail Rock e, con quel panorama senza filtri davanti agli occhi, io mi sento sul tetto del mondo.

Ci spostiamo verso il secondo punto di snorkeling, Koh Payu (Isola 7) e di nuovo la vita sotto la superficie dell’acqua mi ammalia.

L’ultima tappa è Koh Miang (Isola 4) e cerco di godermela il più possibile. Scavalco rocce e trovo calette seminascoste, guardo l’acqua dalla riva ed è così trasparente che non ci credo; videochiamo mia madre per farle vedere i pesci che si intravedono sotto quel vetro di cristallo che è la superficie. Sembra l’ultimo paradiso sulla terra e per tutto il giorno vivo in una specie di trance, totalmente rapita da ciò che vedo.

Sono rientrata due settimane fa e ho sognato le Similan quasi tutte le notti. A volte, nei sogni, infilo le mani sotto la sabbia bianca e ne raccolgo un po’ e la sensazione è così reale che mi sembra di essere ancora ai confini del mondo.

Sawadeekap!

Jeanie