Tokyo – Di Sakura e Asakusa

Tokyo – Di Sakura e Asakusa

Ciliegi, ciliegi, ciliegi a perdita d’occhio. Qualche altro elemento nel paesaggio e poi di nuovo ciliegi, ciliegi, ciliegi e ancora ciliegi. Riuscivo ad immaginare solo questo quando ho iniziato a cercare il volo più economico per vedere con i miei occhi quanto avevo, fino a quel momento, solo potuto sognare.

Le mie ricerche sono partite quando ancora il JNTO (Ente del Turismo Giapponese) non aveva pubblicato le previsioni per la fioritura (ebbene, signori e signore, siamo a questo livello di efficienza!).

Cerca di qua, compara di là, alla fine ci sarei andata con qualsiasi compagnia aerea, pure con Air China!

E probabilmente ci sarei andata anche da sola, se non avessi trovato qualcuno di abbastanza folle da seguirmi in questa avventura. Ma era un’esperienza che volevo assolutamente condividere e, alla fine, ho trovato una persona talmente svitata da sposare la mia causa (grazie <3).

“Potere del cristallo di Luna, vieni a me!” e in men che non si dica (dopo un salutare scalo a Shanghai, per respirare un po’ d’aria buona) siamo a Narita.

Per riuscire a godere dell’hanami, le tempistiche sono essenziali: la prima fioritura, il picco e la caduta dei petali si compiono nel giro di pochissimi giorni. Ma una folata di vento o uno scroscio di pioggia possono mandare a monte tutti i vostri piani in un secondo.

Quante volte nei manga e negli anime ho visto intere famiglie preparare i bento da condividere durante i pic-nic sotto un ciliegio in fiore. Però erano, appunto, solo fumetti e cartoni animati. Insomma, un po’ come quando vedevo Andrea, il fratellino di Mirko in Kiss me Licia, andare a scuola da solo, anche se così piccolo. “Ma che cavolata! Queste cose non succedono mica!”.

Con le mie farneticazioni in testa, mi sono fiondata ad Asakusa per poter ammirare il Kaminarimon (la Porta del Tuono) finalmente ristrutturato; ho percorso tutta la Nakamise Dori fermandomi praticamente ad ogni stand, alla ricerca di qualche stampa in carta di riso e di una geisha in porcellana da portarmi a casa. E stavolta entro nel Tempio di Kannon proprio passando per la Porta del Tuono. All’esterno c’è una casetta dove poter estrarre dei biglietti portafortuna da piccoli cassetti numerati. Quando si tenta la sorte, bisogna pensare intensamente ad un desiderio e poi pescare un numero che corrisponde al cassettino da aprire. Il mio anno sarà fantastico, a quanto pare.

Mi fermo davanti al gong di Kannon Sama, lancio una monetina e lascio la mia preghiera. Sono in mezzo alla gente del luogo, per loro è quotidianità, per me è come essere su Marte. Le ragazze indossano splendidi kimoni e anche i ragazzi sono in abito tradizionale. Girovago per tutta la zona del tempio, sto in piedi per un po’ davanti al Buddha, proseguo.

Mi incammino verso il fiume Sumida e l’omonimo parco ed eccoli: i ciliegi! Sono bellissimi, delicati fiori bianchi inframmezzati, di tanto in tanto, da qualche ciliegio rosa tenue e qualcuno (più raro) rosa shocking. La varietà di ciliegi di Tokyo si chiama Somei Yoshino; ed io che pensavo esistessero solo i fiori di ciliegio rosa pallido! Ho scoperto, invece, che ne esistono oltre 100 tipi diversi.

Ed indovinate un po’ cosa succede sotto agli alberi? Intere famiglie e gruppi di amici e colleghi che festeggiano, con un pic-nic e sopra a teli azzurri, l’inizio della primavera. In questo periodo si inaugura l’anno scolastico, inizia l’anno fiscale, si entra nel mondo del lavoro dopo l’università. I fiori di Sakura rappresentano, ogni anno, un nuovo inizio.

E’ un periodo di rinascita e di festa. Rappresentano la vita, da cui si deve trarre il meglio perchè, in un attimo, vola via come i petali che cadono al suolo dopo soli pochi giorni dalla piena fioritura.

Cammino per tutto il parco e vorrei unirmi ad uno di quei pic-nic, vorrei essere un partecipante attivo del fumetto, non solo leggerlo! Sembro quasi una stalker, ma non importa, sono incantata dalle scene che vedo. Dall’alto del parco mi godo anche uno spettacolo con i tamburi, con tanto di sfilata.

Quindi è tutto vero! Abiti tradizionali, bento, fiori, pic-nic (e anche bambini piccolissimi che prendono la metro da soli), non sono solo nei fumetti! Sono reali!

Percorro la scalinata che mi separa dal traghetto e salgo a bordo per raggiungere Odaiba dove mi attende una Statua della Libertà (oh yeah!) completamente immersa nei fiori di Somei Yoshino. Sono talmente felice che anzichè camminare, saltello.

Ma, poichè questo è il giorno di Asakusa e Taito, lascio subito Odaiba e torno indietro con il treno, per non rovinarmi la sorpresa (appena cinque giorni più tardi non avrei trovato nemmeno un petalo sugli alberi).

Rientro a Shinjuku che la Luna è già alta nel cielo e le luci abbaglianti delle insegne sono in pieno contrasto con la realtà assaporata durante il giorno.

Ho sognato o mi sono solo persa nell’ennesimo manga?

Arigato gozaimasu!

Jeanie